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Tutto Precario
Tutto Precario di Noemi Serracini
Teatro Vascello di Roma (versione corto teatrale) 09/12/2006
Venti minuti sono sufficienti per raccontare il mondo dei giovani in cerca di stabilità. Niente su cui edificare il futuro spinge sempre di più le nuove generazioni a puntare tutto sulla roulette russa. Il destino di una generazione senza pensione è ignoto; ciò che bene si sa è chi spolpa le ossa di un mondo cannibale che ignora chi è pronto allo scontro all’ultima clausola per scrivere un nuovo contratto sociale. Noemi Serracini cavalca l’onda del teatro instabile che accoglie le storie degli impiegati che improvvisamente si ritrovano ad essere più precari degli artisti. Ascanio Celestini, Ulderico Pesce, Massimiliano Bruno sono solo alcuni degli illustri colleghi che utilizzano il palcoscenico per riorganizzare le idee, prendere consapevolezza dell’insoddisfazione sociale, piantare il seme di una rivoluzione ideale contro un potere mai tanto potente in terra.
Dopo un inizio didascalico nel quale la protagonista chiarisce la sua sfigata condizione di mente prestata alla ripetitività dei sorrisi, dei saluti, dei complimenti e delle aperture di cosce, sale il ritmo, aumentano i rumori, si ripetono i gesti e la donna, l’attrice, l’essere umano, non possono far altro che cedere alle lusinghe della follia che porta chiunque sia quotidianamente compresso ad esplodere cercando di fare più danni possibile.
Recitazione sentita, regia essenziale, senza grossi guizzi ma con una linearità che raggiunge e tocca il pubblico che non può non riconoscere l’instabilità sulla quale è chiamato a fabbricare il proprio avvenire.
(Andrea Monti) |
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